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Contratti che escludono gli AEC, meglio non firmare

diritto esclusiva

Sempre più frequenti i casi di contratti di agenzia che non solo non riportano il riferimento agli Accordi Economici Collettivi ma addirittura per espressa previsione li escludono.

In pratica nel contratto si arrivano a trovare clausole del seguente tenore:

la preponente non aderisce ad alcuna organizzazione sindacale e pertanto il presente contratto esclude l'applicazione degli AEC oppure le parti espressamente convengono che non intendono assoggettare il contratto tra loro in essere all'A.E.C. di settore, bensì solo ed esclusivamente alla disciplina dettata dal Codice Civile in materia di contratto di agenzia. 

Le organizzazioni degli agenti come pure delle case mandanti tanto si danno da fare per rendere equo il più possibile il rapporto di agenzia a tutela delle parti con l'obiettivo primario da un lato di evitare le controversie e dall'altro di rispettare i giusti diritti e poi qualche furbetto legale consiglia alla sua azienda cliente di "bypassare" ottant'anni di contrattazione collettiva cercando di sfruttare la non conoscenza di parte della categoria? Si ricorda infatti che il primo AEC è addirittura del 1938. Credo che questo sia totalmente inaccettabile. Quindi, premesso che la prima cosa da fare quando si acquisisce un nuovo contratto è sempre quella di inviarlo alla propria sede Usarci che saprà sottolineare tutte le cose che non vanno, in ogni caso, fare sempre attenzione che faccia riferimento all'AEC di settore, Industria o Commercio. Se poi vi è addirittura una esclusione, questa va immediatamente corretta in inclusione degli AEC e se la mandante non accetta, il mio consiglio è quello di non firmare il contratto.

Il contratto di agenzia come sottolineato nello stesso codice civile agli art 1746, 1748 e 1749 si fonda su "lealtà, buona fede e reciproca fiducia". E' pertanto evidente che se viene presentato un contratto zeppo di clausole capestro e "dulcis in fundo" una bella clausolina che "spazza via" tutto il lavoro svolto da Usarci che dal 1949, anno della sua fondazione, si batte per i diritti di questa nostra categoria... beh allora non ci siamo proprio e non si deve iniziare nemmeno. Oltretutto i diritti degli agenti sono talmente ridotti se confrontati ai doveri che, se si vogliono togliere anche quei pochi, l'accordo contrattuale non ha senso di esistere.

 

Massimo Azzolini