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Monomandato? Si grazie, ma...

Monomandato

Un monomandato da 100.000 euro l'anno? Chi non lo sottoscriverebbe di questi tempi. Ma le favole sono una cosa, la realtà è un'altra: monomandatario con obbligo di visite e relazioni quotidiane, fatturato minimo e magari smartphone o pc con tracciamento gps; trattamento provvigionale che non supera la metà o un terzo della cifra ipotizzata all'inizio. Questa è la condizione che più si avvicina alla realtà.

Ma veniamo al caso che vi venga offerto il monomandato, cosa potreste chiedere? Cosa potreste inserire nel contratto d'agenzia per non cadere nella tela del ragno? In attesa che la legislazione si muova e si accorga dell'anomalia italiana, possiamo attuare un sistema di difesa a livello contrattuale (ricordate che il contratto scritto è un accordo privato fra le parti e non è un contratto di assunzione diretta). Questa è una lista di possibilità: minimo mensile o minimo provvigionale (non acconto, vi raccomando, potrebbero richiedervi il rimborso), rimborso spese, allungamento del periodo di preavviso, esclusione di relazioni scritte, si a quelle verbali (in tal modo si costringe l'azienda ad ascoltarci e si esclude l'abituale clausola risolutiva espressa, motivo assai diffuso per l'appiedamento), no a permanenza obbligata in ufficio, possibilità di trasformazione del contratto in plurimandatario nel caso in cui si verifichino alcune condizioni (livello provvigionale minimo, sensibili variazioni di zona, alcuni clienti passano alla direzione o alcuni prodotti ci vengono tolti dal mandato). Ecco questa è la parte migliore, nella quale dovete creare una serie di situazioni tali per cui la vostra figura da "dipendente mascherato" cambi in professionista delle vendite, che presta la sua attività a più aziende. La differenza è notevole.

Avrete capito che sono un agente plurimandatario, che tra l'altro non nutre simpatia per il monomandato, troppo limitativo per la professione e per la persona. Chi fa questa professione lo fa per alcune caratteristiche che lo contraddistinguono: spirito d'iniziativa, libertà d'azione, creatività, poliedricità, oltre ad essere tuttologi. Sappiamo discutere di auto, ristorazione, politica, finanza, fisco, economia, senza tralasciare la meteorologia e ...i risultati sportivi del weekend.

L'agente plurimandatario poi è un vero imprenditore, affronta l'attività analizzando ogni aspetto, ricercando l'equilibrio in ogni punto e, soprattutto, bilancia sempre tempo investito e denaro intascato. Pensate poi alla fase di contrattazione: il monomandatario deve arrivare all'ordine con le condizioni imposte dall'azienda, il plurimandatario cerca sempre invece il miglior equilibrio fra mandante e cliente ("Win, Win, tutti devono vincere in un affare...). Agli occhi del cliente il monomandatario è come se fosse un funzionario dell'azienda per cui lavora, sosterrà sempre e comunque la bontà del prodotto/servizio/prezzo come fosse il migliore. Il plurimandatario invece ha la forza anche di contrastare la propria azienda e di sollecitarne l'intervento per colmarne le lacune, magari trattando un prezzo migliore laddove il prodotto non sia all'altezza della concorrenza.

Un ultimo aspetto: la pensione. La pensione Enasarco è proporzionale ai versamenti, quindi il monomandatario è limitato fortemente. Morale della favola: fatevi assumere! E' meglio, sareste più tutelati.

Andrea Maddalena