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Contratto di agenzia, recenti orientamenti della Corte di Cassazione

CORTE CASSAZIONERecenti orientamenti della Corte di Cassazione in tema di forma del contratto, retribuzione, recesso e risarcimento del danno, prescrizione e decadenza, criteri differenziatori con il procacciatore d'affari.

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Il mondo degli agenti e la necessità di una rivoluzione copernicana

rivoluzione economicaPrendo come punto di partenza le parole del vicepresidente vicario Gianni Di Pietro in merito al cambiamento operativo dell'agente di commercio.

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I requisiti morali per svolgere l'attività

requisiti moraliDal 12 maggio 2012 il Ruolo degli Agenti di commercio è soppresso ma rimangono in vigore le norme circa il mantenimento dei requisiti morali per continuare a svolgere l'attività di agente di commercio come previsto da art. 5 c) della legge del 3 maggio 1985 n° 204 e successive modifiche.
 
L'articolo di legge sopra indicato fa riferimento in particolare ai requisiti  per poter iniziare l'attività ma attenzione che tali requisiti devono essere mantenuti anche per continuare a svolgerla. 
 
Il primo requisito è ovviamente basilare in quanto prevede che il soggetto non sia interdetto né inabilitato.
E' definita interdetta una persona a cui è stata verificata una infermità di mente abituale che lo rende incapace di provvedere ai propri interessi e pertanto tale figura non può compier alcun atto giuridico.
L'inabilitato è invece quel soggetto per il quale è stata parzialmente esclusa la capacità di agire e quindi deve essere assistita da un curatore per gli atti che eccedono l'ordinaria amministrazione.
 
Vi sono poi altri requisiti quali non essere stati sottoposti a misure di prevenzione contro la delinquenza mafiosa, non risultare condannati con sentenza definitiva per una serie di reati quali quelli contro la pubblica amministrazione, contro l'amministrazione della giustizia, della fede pubblica, dell'economia pubblica, dell'industria e del commercio.
 
Ed ancora, per delitti di omicidio volontario, furto, rapina, estorsione, truffa, ricettazione, appropriazione indebita e per ogni atro delitto non colposo per il quale la legge commini la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e nel massimo a cinque anni salvo che non sia intervenuta la riabilitazione penale.
 
Letta così la norma, potrebbe sembrare molto difficile ed anzi praticamente impossibile per un agente di commercio incappare in simili situazioni,  con un corretto ed etico comportamento professionale.
Nella prassi operativa invece si possono verificare fatti totalmente involontari che potrebbero causare effetti negativi.
 
E' il caso, ad esempio, dell' incasso in contanti (oggi fino ad € 2.999,99) per il pagamento di forniture di merce, in cui da un lato l'agente rilascia quietanza al cliente ma dall'altro non riceve la ricevuta dalla mandante a causa, per esempio, di un semplice accordo verbale di compensazione con le future provvigioni.
 
Per una serie di successivi, seppur sfortunati eventi, questa è una situazione che potrebbe sfociare in una denuncia e relativa condanna nei confronti dell'agente per appropriazione indebita per mancato versamento delle somme incassate e la conseguente perdita dei requisiti morali.
 
Questo è uno dei possibili esempi in cui incolpevolmente ci si può trovare in situazioni molto spiacevoli, ma ve ne sono anche altri.
Le sedi Usarci sono a disposizione dei soci per la consulenza in merito.
 

Massimo Azzolini

Agente, evoluzione di un ruolo

AGENTENegli ultimi anni del secolo, l'attività dell'agente di commercio ha subito un radicale cambiamento, non più solo uomo di vendita ma piccolo imprenditore. L'agente sarà scelto dalle imprese, nel prossimo futuro, per la professionalità e per le competenze che gli permettano di interagire con le strategie aziendali, sia nella produzione, che nel marketing. L'agente di commercio dovrà essere un professionista con le capacità di consolidare il mercato, un professionista-imprenditore che abbia il profilo ridisegnato come il mercato globale richiede.

L'agente moderno è comunque un uomo che gestisce lo scambio in modo professionale. Il grosso cambiamento sta nell'acquisizione di abilità di tipo tecnico e nelle conoscenze allargate e trasversali alla trattativa di vendita. Ma le competenze allargate comportano inevitabilmente l'aggiornamento, che è un elemento di grande responsabilità dell'uomo di vendita.

Le aziende mandanti dovranno fornire sempre più un supporto tecnico, ma il grosso del lavoro d'impostazione e di aggiornamento è nelle mani dell'agente stesso. E' fondamentale che chi svolge l'attività di agente di commercio, si renda conto che non è solo prestando attenzione ai fatturati, che si ottengono i risultati sperati, ma è gestendo con attenzione e oculatezza gli investimenti (auto, computer, ecc..) e le spese (trasferte, benzine, ecc..), che si possono migliorare gli obiettivi di redditività.

L'agente sarà sempre più il manager della propria zona operativa che, sulla base di obiettivi seri e raggiungibili, organizzerà il proprio lavoro in modo da gestire la clientela acquisita e avere attenzione alla nuova clientela da acquisire. Il controllo della redditività dei clienti sarà competenza dell'agenzia di zona che dovrà, inoltre, adattare le azioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi prefissati. L'agenzia si occuperà dell'istruzione del personale dei clienti, trasmettendo agli stessi, le conoscenze e le argomentazioni utili per rivendere i prodotti.

L'agenzia sarà un "comunicatore" verso la clientela ed un importantissimo strumento di informazione delle aziende rappresentate, perché è la fonte più tempestiva ed attendibile riguardo ai clienti, alla concorrenza e all'andamento del mercato.

Queste premesse indicano chiaramente la necessità di percorrere la via del rinnovamento. Ciò comporta momenti di difficoltà e di molto impegno. I futuri successi sono legati alla capacità di superare le inerzie, provocate dall'orgoglio generato dai passati successi, e nell'acquisire le abilità aggiunte, necessarie ad adeguare la preparazione alle esigenze della domanda. Il mercato offre una domanda mutata qualitativamente e quantitativamente, e l'offerta è molto aggressiva. Lo scambio dei beni è caratterizzato da una diversa relazione tra domanda e offerta. Il consumatore è diventato acquirente di beni e soprattutto di servizi ed è sempre più informato, attento ed esigente. La conseguenza è la necessità di affrontare questo mutato mercato con una più moderna organizzazione. Chi non si adeguerà sarà destinato a soccombere.

Davide Caropreso

 

 

 

Durata del periodo di prova

espertorisponde3Desideriamo sapere se il periodo di prova con l'agente può essere esteso fino a 9 o 12 mesi.

La durata del periodo di prova non è indicata nell'Accordo Economico Collettivo e pertanto si seguono criteri offerti dalla giurisprudenza. In particolare la Cassazione afferma che la durata deve essere limitata al tempo necessario e sufficiente per consentire alle parti di compiere un'adeguata valutazione dell'agente e della sua attività. Di norma il periodo è di 6 mesi, riducibile a 3 o, eccezionalmente, elevabile ad un anno. Quest'ultimo caso può verificarsi quando lo richiedano le condizioni del mercato, la natura dei prodotti, l'organizzazione di vendita (per es. aziende che operano attraverso due campagne stagionali all'anno). Nulla vieta comunque alle parti di determinare la durata a loro discrezione; si potrebbe però verificare che l'agente, in caso di recesso durante il periodo di prova, lo impugni chiedendo che, in conseguenza della nullità del patto stesso, il rapporto sia dichiarato definitivamente costituito con obbligo della ditta di pagare l'indennità sostitutiva del preavviso.