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A proposito di Enasarco...

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Colgo l'occasione del "post elezioni" che hanno particolarmente coinvolto le varie sedi provinciali Usarci nella prima quindicina del mese di aprile per sensibilizzare la base associativa al voto, per soffermarmi su questa realtà istituzionale che caratterizza in forma unica la categoria degli agenti di commercio.

Infatti è bene evidenziare che gli agenti di commercio sono gli unici, credo al mondo, che hanno una doppia contribuzione previdenziale obbligatoria. Detta così parrebbe penalizzante, in realtà ciò non è. E' l'esatto contrario, la categoria degli agenti di commercio, non so se per merito o per la oggettiva evoluzione degli eventi, ha anticipato i tempi realizzando ormai da molti anni il cosidetto "secondo pilastro" cioè quella previdenza integrativa che altre categorie di operatori economici vorrebbero definire ma che ancora non sono riuscite a concretizzare.

L'Enasarco fu costituita negli anni '30 del secolo scorso, non a caso il suo iniziale acronimo era ENFASARCO Ente Nazionale FAScista Agenti Rappresentanti Commercio proprio per offrire una tutela previdenziale a questa realtà di intermediari commerciali le cui fila si ingrossavano sempre di più all'aumentare dello sviluppo delle relazioni industriali ed economiche in genere. Quando poi, nel 1966 divenne obbligatoria per tutto il comparto del commercio e quindi anche per gli agenti, la contribuzione previdenziale Inps si scelse di mantenere obbligatoria anche la contribuzione Enasarco in quanto coscienti che se fosse passata facoltativa molto probabilmente oggi l'Enasarco non esisterebbe più.

Mai va dimenticato che il 50% dei contributi sono versati dalle case mandanti e ciò è un grande ed importante beneficio per la categoria.

Oggi l'Enasarco è una realtà il cui patrimonio globale supera i sette miliardi di euro ed eroga oltre 120.000 pensioni. Ma proprio per la notevole struttura oggi assunta, questa istituzione deve essere gestita al meglio, per salvaguardare gli interessi attuali e futuri della categoria. Vanno considerati svariati fattori quali ad esempio la riduzione negli anni del numero globale di agenti attivi, si pensi in proposito che dall'apice dei 470.000 degli anni '60 e '70 siamo ora a circa 230.000 agenti in attività. Le ragioni sono note, la grande distribuzione, la delocalizzazione delle unità produttive, la iper competitività legata alla globalizzazione con la conseguente ricerca spasmodica dell'accorciamento della "filiera" tra produttore e consumatore e soprattutto la rivoluzione creata da Internet i cui effetti sono in atto e che certamente saranno a stravolgere tutto il mondo del lavoro nel suo complesso.

Enasarco, con il nuovo Consiglio di Amministrazione e con l'inedita Assemblea dei Delegati dovrà necessariamente stare al passo con i tempi e "cavalcare" le repentine innovazioni e trasformazioni della società in generale e della nostra categoria in particolare.

Non rimane quindi che un grande "in bocca al lupo" ai componenti del prossimo CdA per una gestione attenta e qualificata di questa "creatura" che ha già festeggiato 75 anni e che ancora tanto a lungo sarà certamente ad accompagnare la vita professionale della nostra categoria. 

Massimo Azzolini