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Bonus bebè. Arriva il sì del Cdm

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Firmato il Dpcm che rende operativo il bonus bebè di 80 euro mensili.
Semaforo verde per il bonus bebè 2015. Infatti, durante l'ultimo Consiglio dei ministri è stato finalmente firmato il decreto di attuazione che rende operativa la misura agevolativa introdotta dalla Legge di Stabilità 2015 (art. 1, c. 125 della L. n. 190/2014).

Il Dpcm, in realtà, in base a quanto stabilito dal testo della manovra Finanziaria, era atteso per la fine del mese scorso. Ciò ha causato inevitabilmente i primi malumori e critiche rivolte al premier Renzi per non aver rispettato quanto promesso, in quanto tutti i bambini nati nel nuovo anno non hanno potuto ancora godere del nuovo beneficio. Il governo, però, è corso ai ripari. "Con la firma dei ministri Poletti e Lorenzin - ha annunciato il ministro dell'Interno Angelino Alfano al termine della riunione a Palazzo Chigi - il bonus per le neomamme diventa pienamente operativo".
Dunque, si attendono a breve le istruzioni dell'INPS in modo tale da fornire le concrete modalità di fruizione.

Bonus bebè 2015 – Al fine di incentivare la natalità e contribuire alle spese che le famiglie devono sostenere per il mantenimento del proprio figlio, la Legge di Stabilità 2015 (art. 1 c. 125 della L. n. 190/2014 ha introdotto un bonus di 960 euro su base annua (80 euro al mese) i quali verranno erogati mensilmente a decorrere dalla data di nascita o adozione del bimbo e per una durata di tre anni dalla nascita o adozione del bimbo stesso. L'agevolazione vale fino al 31 dicembre 2017.

Campo di applicazione - L'incentivo, in particolare, è erogato in favore dei figli di cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione europea o di cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 residenti in Italia, purché possiedano un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) nei limiti stabilito dal DPCM 5 dicembre 2013, n. 159.

Limite reddituale - L'erogazione del bonus bebè è legato a un "limite reddituale" oltre il quale l'assegno non opera. Infatti, la norma dispone che l'agevolazione può essere erogata a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l'assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 25.000 euro annui. Qualora invece, il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l'assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 7.000 euro annui, l'importo dell'assegno è raddoppiato (160 euro al mese).

Aspetti fiscali - Sul fronte fiscale, la norma precisa che l'assegno non concorre né alla formazione del reddito complessivo di cui all'articolo 8 del TUIR ai fini dell'IRPEF né alla verifica del reddito complessivo ai fini della valutazione circa la fruibilità del c.d. "bonus 80 euro" introdotto dal D.L. n. 66/2014.

Risorse finanziarie – Per quest'anno, il budget riservato a questa operazione è pari a 202 milioni di euro. La richiesta va fatta all'INPS secondo modalità operative che verranno specificate in seguito dallo stesso Istituto. Intanto, i potenziali beneficiari potranno attivarsi – se non l'hanno già fatto – per ottenere l'ISEE, documento necessario ai fini della corresponsione del beneficio.

Marco Vantini dottore commercialista – revisore legale
Usarci Verona
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