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I rischi collegati al "contenuto generato dagli utenti"

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L'espressione "contenuto generato dagli utenti", o anche "user generated content", inizia a diffondersi quando compaiono in rete piattaforme web per la produzione e la condivisione di contenuti di massa. E' solo allora che soggetti fuori dal circuito professionale del mercato iniziano a produrre, pubblicare e condividere contenuti rendendo la rete il luogo abilitante la cultura partecipativa.

Oggi però non ci occupiamo dei contenuti in sé, ma poniamo la nostra attenzione sui rischi legali che derivano dal loro uso,  a qualsiasi titolo esso avvenga. Mi riferisco a quei rischi a cui un utente potrebbe andare incontro pubblicando commenti in un forum o blog aziendale, postando sulla propria pagina Facebook, oppure raccogliendo e ricondividendo il contenuto attraverso meccanismi tipici dei social media, come il reblog su Tumblr, l'embedding di un video da Youtube, un pin su pinterest o un semplice retweet.

Iniziamo col dire che il riutilizzo di un contenuto pubblicato su una piattaforma web richiede il rispetto delle regole di distribuzione decise dalla piattaforma stessa (indicate di norma nei termini d'uso) e di quelle relative al diritto d'autore. Nessuna piattaforma garantisce a priori che i contenuti che ospita siano legittimi o che il loro uso sia realmente legittimo o non leda diritti di terzi. Ciò significa che riusare contenuti pubblicati sul web è un'azione che viene compiuta a rischio e pericolo dell'utilizzatore finale.

E' inoltre evidente che un utente ad esempio di Tumblr, Facebook o di Pinterest, che utilizza o ricondivide un'immagine postata da terzi e protetta, sta commettendo un illecito, violando la legge in materia di diritto d'autore ed in particolare i diritti di riproduzione e di comunicazione al pubblico. Quindi, scaricare l'immagine, inserirla nei propri spazi web o documenti, non è legale. Non lo è perché qualsiasi contenuto presente nel web - salvo alcuni rari casi particolari - è tutelato dal diritto d'autore. E, al contrario di quanto si possa credere, se accanto al contenuto non esiste un disclaimer, ovvero una dichiarazione di esclusione di responsabilità sui diritti, non si può ritenere che il contenuto non sia protetto, anzi, tutti i diritti devono considerarsi riservati. E non è sufficiente, come si vede spesso, indicare o linkare la fonte da cui si preleva l'immagine. Per capirne il motivo dobbiamo comprendere il concetto di citazione. La legge considera la citazione come un'estrapolazione di una breve porzione di un'opera a fini illustrativi. Se ne deduce che non è possibile effettuare una citazione in senso stretto senza ritagliare l'immagine, rischiando, in tal caso, di violare il diritto esclusivo di modifica o quello all'integrità dell'opera. Per questo motivo, scaricare e riutilizzare un'immagine, anche citando la fonte, non è permesso. 

Per poter utilizzare un'immagine, quindi, è sempre necessario ottenere i permessi di riproduzione e di comunicazione al pubblico dall'autore. Ma attenzione, esistono anche degli altri rischi connessi al trattamento di un contenuto, dovuti al fatto che per esempio contiene dati personali o sensibili riferibili a qualcuno oppure perché si tratta di un bene culturale (opera di un autore non vivente o la cui esecuzione risalga a oltre cinquanta anni). Non solo, lo stesso contenuto potrebbe essere anche prova o il corpo stesso di un reato.

In conclusione, facciamo attenzione all'utilizzo di un contenuto di terzi, file video, testo, immagine che sia, perché oltre al diritto d'autore si possono violare anche altri diritti con pericolose ed inaspettate ripercussioni dal punto di vista legale.

 

Ing. Alberto Bulzatti