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Nuove tecnologie e spiritualità

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Lo riscontriamo su noi stessi, e su tutti coloro che ci stanno attorno...le nuove tecnologie e internet sono presenti nelle nostre vite più di ogni altra cosa. Smartphone, tablet, pc, ipod; e di conseguenza applicazioni di ogni tipo come WhatsApp, Snapchat, Pinterest, Facebook e qui ci fermiamo, scandiscono le nostre giornate e le nostre occupazioni.

I nostri figli - oramai iniziando sempre più piccolini - sono la generazione digitale e con questi strumenti convivono in modo indissolubile; anche i nonni sempre più spesso si sono trasformati in nonni 2.0! Alcuni con più facilità, altri con delle resistenze spesso buffe, ma in ogni caso il digitale è il leitmotiv delle nostre vite. Si infervorano i detrattori: "Questi aggeggi sono infernali, azzerano la capacità di pensare delle nostre menti!" oppure "la gente non è più in grado di parlare o di far di conto, perché le nuove tecnologie inaridiscono i cervelli!" e via di seguito.

A chi si occupa di queste tematiche viene quasi naturale interrogarsi sul vero valore del digitale, sulle sue potenzialità, i suoi rischi...e, nel caso, si prova a pensare anche a delle soluzioni.

E' innegabile  - e ne abbiamo discusso più volte anche in questa sede - che gli strumenti digitali siano straordinari. Avere la possibilità di connettersi con il mondo in ogni momento ed in ogni luogo è davvero una possibilità formidabile. Spesso, per chi lavora, poter fare cose prima immaginabili solo da una postazione fissa anche da un tram mentre si reca da un cliente è davvero un grande aiuto. Spesso tali strumenti ci aiutano ad ottimizzare i tempi, e questo si traduce in un miglioramento della qualità della vita. Abbiamo anche la possibilità di coltivare relazioni interpersonali che prima risultavano più difficili, possiamo comunicare quotidianamente anche "visualizzando" qualcuno che ci è caro e che vive all'estero, e così via, e anche questo è miglioramento della qualità della vita. Come sempre, però, c'è anche un pegno da pagare: la dipendenza quasi fisica dalle nuove tecnologie, l'essere distratti mentre magari un figlio ha voglia di parlarci, o più banalmente - ma solo in apparenza - il non essere coscienti e non gustarci il mondo che ci circonda, come un tramonto, o le montagne intraviste in lontananza, o ancora il ritmo delle stagioni che hanno fascino e mistero sempre nuovi.

Forse, però, un antidoto esiste: e si chiama spiritualità. Siamo figli della cultura positivista che ci ha insegnato che solo ciò che attiene alla materia ha valore, solo ciò che ha a che vedere con spazio e tempo e con le tre dimensioni ha validità scientifica. Forse è arrivato il momento di fare un piccolo salto di coscienza, di ricordarci ciò che la storia e l'antropologia ci hanno sempre insegnato, e ciò che le culture diverse da quella occidentale ci hanno sempre detto. In sintesi, accanto ad un mondo materiale esiste un vastissimo mondo spirituale, e l'essere umano dovrebbe semplicemente ricordarsi (perché lo ha sempre fatto, il non occuparsene è faccenda recentissima!) di alimentarlo e nutrirlo.  

Questo non ha nulla a che vedere con la religione, che è altra materia, ha a che vedere con l'uomo, e con la sua interiorità. Se diamo spazio al nostro mondo interiore, saremo in grado di usare gli strumenti delle nuove tecnologie senza permettere che questi ci inaridiscano. Come? Attraverso un bilanciamento dell'uso di internet, delle applicazioni varie ecc, con l'attenzione alla spiritualità che si può tradurre in meditazione, yoga, preghiera - per chi è credente - lettura di libri, ammirazione di opere d'arte, creazione di arte di ogni tipo, ascolto della musica, contatto con la natura. L'obiettivo attiene anche il mondo della scienza e soprattutto delle neuroscienze: tutto ciò che ha a che fare con una dimensione "altra", e soprattutto tutto ciò che fa emettere al nostro cervello onde tetha, ovvero superiori, e non onde alfa o beta come nella vita ordinaria, ecco, tutto questo può nutrire la nostra dimensione spirituale, rimettendoci in contatto con quel mondo interiore che così può fare naturalmente da sponda e da bilanciamento all'uso così insistente delle nuove tecnologie. In questo modo non saranno più un pericolo, ma una risorsa che potrà solo arricchirci, noi e soprattutto le nuove generazioni.

Quest'argomento può apparire un pò diverso da quelli trattati in questa sede in ormai parecchi anni di interventi, in realtà è una naturale conseguenza delle nuove frontiere della tecnologia, della scienza e della dimensione spirituale. Che non sono affatto scollegate, ma sono tenute insieme da un filo rosso che ora può apparire innovativo, moderno e quasi "sperimentale", ma che, ne sono certo, a breve sarà sulla bocca e- e sulla penna - di tutti. Noi abbiamo semplicemente deciso di occuparcene per primi.

Ing. Alberto Bulzatti