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La gestione del tempo, confusione e dato stabile

Il-tempo-che-passa

  "Il tempo è l'unica risorsa non rinnovabile"

La confusione può essere definita come una serie di fattori o circostanze che non sembrano avere una soluzione immediata.Più in generale, una confusione è movimento casuale. Se vi trovaste in mezzo al traffico intenso, è molto probabile che vi sentireste confusi da tutto quel movimento che vi sfreccia tutt'intorno. Se vi trovaste in mezzo ad una tempesta, con foglie e cartacce che turbinano intorno a voi, è molto probabile che vi sentireste frastornati.

È possibile comprendere la confusione? Esiste una sua "anatomia"? Vediamolo insieme.
Se foste un centralinista e riceveste dieci chiamate contemporaneamente, potreste sentirvi disorientati. Ma esiste forse una via d'uscita a una situazione del genere ? Se foste il caporeparto di una fabbrica e vi trovaste a dover fronteggiare tre emergenze e un incidente, tutti nello stesso momento, potreste sentirvi confusi. Ma esiste una soluzione a questo? Se vi chiamassero 5 clienti contemporaneamente e tutti hanno urgenze inderogabili da chi incomincereste ?
Una confusione rimane tale soltanto se tutte le particelle sono in movimento, rimane tale soltanto se nessun fattore viene chiaramente definito o compreso.
La confusione è la causa fondamentale della stoltezza. Per lo stolto tutte le cose sono confuse tranne quelle molto semplici. Perciò se si conoscesse l'anatomia della confusione, si diventerebbe più intelligenti, indipendentemente da quanto lo si sia già. Se vi è capitato di dover insegnare ad un giovane ambizioso e non molto intelligente, capirete bene questo concetto. Tentate di spiegargli come funziona una certa cosa. Gliela spiegate una volta, un'altra volta e un'altra ancora. Dopo di che lo lasciate fare e lui combina subito un gran pasticcio. "Non aveva capito", "non aveva afferrato". Si può spiegare meglio la sua incomprensione dicendo, molto correttamente, che "era confuso". Il 99 per cento delle volte in cui l'istruzione fallisce, quando fallisce, le cause sono due : l'insegnante che non sa farsi capire oppure è che lo studente era confuso.
E non soltanto nel campo del lavoro, ma anche nella vita stessa, quando sorge il fallimento, questo proviene, in un modo o nell'altro, dalla confusione. Per imparare il funzionamento di un'apparecchiatura, o per vivere la vita, si deve essere capaci di far fronte alla confusione o di sviscerarla. Si chiama principio del dato stabile.
Se vedeste moltissimi pezzi di carta che turbinano nella stanza, questi vi sembrerebbero un caos finché non ne sceglieste uno, decidendo che ogni altra cosa è in movimento rispetto a quel pezzo di carta. In altre parole, un movimento confuso può essere capito concependo l'immobilità di una singola cosa.
In un flusso di traffico, tutto sarebbe confuso a meno che non s'immaginasse l'immobilità di una macchina rispetto alle altre, in modo da vedere le altre in relazione a questa.
La centralinista che riceve dieci chiamate contemporaneamente risolve la confusione scegliendo una singola chiamata e considerandola, correttamente o scorrettamente, la prima a cui dedicare la sua attenzione. La babele di dieci telefonate contemporanee disorienta meno nel momento in cui la centralinista ne sceglie una a cui rispondere. Il caporeparto che si trova di fronte a tre emergenze e a un incidente nello stesso tempo, deve solo scegliere il primo obiettivo della sua attenzione e iniziare da questo a riportare l'ordine.
Finché non si sceglie un dato, un fattore, un particolare, in un vortice di particelle, la confusione continua. La singola cosa scelta e utilizzata diventa il dato stabile per tutto il resto.
Più particolarmente e più precisamente, qualsiasi insieme di conoscenze è fondato su un singolo dato: il dato stabile relativo. Negandolo, l'intero insieme di conoscenze crolla. Un dato stabile non dev'essere necessariamente corretto. È semplicemente quello che impedisce alle cose di essere confuse, quello rispetto al quale gli altri dati sono allineati.
Se insegnaste a usare un apparecchio a un giovane ambizioso e questi non riuscisse a capire le vostre istruzioni, sarebbe perché gli manca un dato stabile. Prima di tutto bisogna fargli comprendere un singolo fatto. Comprendendo questo, allora potrebbe assimilarne altri. Quindi, in qualunque situazione che crei confusione, una persona rimane stupida o confusa finché non coglie perfettamente un singolo fatto oppure un singolo elemento.

Le confusioni, per quanto grandi e insormontabili possano sembrare, sono composte di dati, fattori o particelle. Ci sono dei pezzi che le compongono. Afferratene uno e localizzatelo interamente. Poi osservate come funzionano gli altri rispetto a questo, e avrete calmato la confusione. Mettendo le altre parti in relazione a ciò che avete afferrato, otterrete una completa padronanza dell'intera confusione. Se vi capitasse d'insegnare a un ragazzo a far funzionare una macchina utensile, non investitelo con un torrente di dati per poi indicargli i suoi errori. Questa, per lui, è confusione, lo fa reagire stupidamente. Trovate un punto da cui abbordare la sua confusione, un dato. Ditegli: "Questa è una macchina utensile". Può darsi che tutte le istruzioni siano state scaraventate addosso a qualcuno che non aveva nessuna reale certezza, nessun vero ordine nella propria esistenza. "Questa è una macchina utensile", gli dite. E poi fate in modo che ne sia sicuro, fategliela sentire, fatelo giocherellare con essa, fategliela spingere. Ditegli: "Questa è una macchina utensile". Sarete sorpresi della quantità di tempo che può essere necessaria, ma lo sarete altrettanto nel vedere quanto aumenta la sua certezza. Fra tutte le cose complesse che deve imparare per far funzionare la macchina utensile, deve conoscere prima di tutto un singolo dato. Non è importante neanche quale dato impari bene per primo, a parte il fatto che è meglio insegnargli un dato semplice e basilare. Potete fargli vedere che cosa fa la macchina utensile, potete spiegargli qual è il prodotto finale, potete dirgli perché proprio lui è stato scelto per usarla. Ma dovete chiarirgli un dato basilare, altrimenti si perderà nella confusione.
La confusione è incertezza. La confusione è stupidità. La confusione è insicurezza. Quando pensate all'incertezza, alla stupidità, all'insicurezza, pensate alla confusione e l'avrete capita perfettamente. Che cos'è, dunque, la certezza? Assenza di confusione.

Che cos'è, dunque, l'intelligenza? Capacità di risolvere la confusione. Che cos'è, dunque, la sicurezza? Capacità di superare, aggirare o mettere ordine nella confusione. Certezza, intelligenza e sicurezza sono assenza di confusione o capacità di risolverla. Che cosa c'entra la fortuna con la confusione? La fortuna è la speranza che qualche possibilità incontrollata ci porti a concludere qualcosa. Contare sulla fortuna significa rinunciare al controllo. Questa è apatia. E' questo l' aspetto che ha dato lo stimolo nel 2010 al progetto relativo alla Certificazione di Qualità per gli Agenti di commercio.

Ottavio Baia