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Attualità

Usarci c'è, nuove sedi nel territorio nazionale

USARCI unione sindacati

La Federazione Nazionale Usarci prosegue senza sosta e con grande successo nell'attività di sviluppo e proselitismo per una presenza capillare di Usarci sul territorio nazionale.

Sempre maggiore è infatti il numero degli agenti di commercio che si rivolgono alle nostre sedi per ottenere assistenza nell'ambito del proprio rapporto di agenzia. Naturalmente ciò è anche un segnale di allarme  per la nostra categoria, in quanto evidenzia che esistono, lontano dalle informazioni provenienti dai media, criticità, soprattutto del mercato interno.

Proprio per questo Usarci intende assolvere, nella forma più esaustiva possibile, quel compito primario che spetta ad una associazione di categoria come la nostra ovvero, attraverso le sue sedi periferiche, un'importante attività di supporto alle diverse problematiche poste dai singoli associati. 

Costituita nel 1949, tra un anno Usarci festeggerà il 70° anno dalla sua fondazione e proprio per tale occasione è stato avviato un virtuoso percorso di sviluppo e capillare presenza sul territorio nazionale. In tale ottica sono state aperte nuove sedi quali quelle di Siena e Potenza a cui si aggiungono quelle di Cagliari, Cuneo, Perugia, Parma e Potenza. 

Da sottolineare poi la profonda riorganizzazione delle sedi di Bologna, Milano e Roma che, considerato il loro elevato bacino di utenza, hanno comportato la massima attenzione da parte dei nostri organismi nazionali.

Insomma mai come ora vale lo slogan "Usarci c'è", inteso come una garanzia di assistenza sul territorio nazionale in ambito contrattuale, previdenziale, fiscale e normativo. 

 

 

Nuovi auricolari wireless

AURICOLARILa società americana Bose ha realizzato un nuovo tipo di auricolari wireless smart, ideati per tutti coloro che desiderano ascoltare la propria musica preferita, anche durante momenti di attività fisica quotidiana, garantendo un'assoluta libertà di movimento.

I nuovi SoundSportPulse sono dotati di ottima qualità sonora con un sensore per percepire le pulsazioni del cuore; sono resistenti all'acqua ed al sudore; la loro autonomia complessiva di ricarica è di circa sei ore.

Integrato anche un microfono per conversazioni telefoniche e speciali inserti in silicone con tecnologia StayHera per comunicazioni tramite auricolari in-ear.

 

Lo sportello non può rifiutare i 500 euro

500 euroI bigliettoni da 500 euro non solo sono in vita fino al 2018 ma sono anche in corso e si devono, quindi, poter cambiare in tutte le banche.
 
Il rifiuto di operatività, al cittadino che si presenti allo sportello non è ammesso, specie quando si tratti di clientela continuativa. Parola di Banca d'Italia che, per scongiurare comportamenti anomali, ha impugnato carta e penna e steso una nota protocollata con il n. 775637, sulle operazioni di sportello mediante l'utilizzo di banconote da euro 500. La nota è stata inviata martedì 14 giugno a tutte le banche accentrate e decentrate con una raccomandata riservata. La nota prende lo spunto da diverse segnalazioni di persone che si sono rivolte agli sportelli di Bankitalia dopo aver ricevuto dai propri istituti di credito il no a cambiare i biglietti da 500 euro.
Si tratterebbe - dice Bankitalia - di dinieghi che la clientela avrebbe giudicato non adeguatamente motivati. La stessa clientela si sarebbe lamentata, inoltre, di aver ottenuto informazioni contrastanti sul comunicato emanato dalla Bce il 4 maggio che annuncia la decisione di non stampare più le banconote di massimo taglio dalla fine del 2018.
In buona sostanza alcune banche avrebbero mal interpretato l'avviso della Bce.
Nella sua raccomandata, Palazzo Koch ricorda innanzitutto che la Banca centrale europea, nel comunicato del 4 maggio, dopo aver decretato la futura fine della banconota in circolazione, continuerà ad avere corso legale, cioè potrà essere accettata come mezzo di pagamento nelle ordinarie transazioni commerciali; il "bigliettone", pertanto, preserverà sempre il suo valore e potrà essere cambiato a tempo indeterminato presso le banche centrali nazionali dell'Eurosistema.
Le banche pertanto devono dar corso alle operazioni richieste dalla clientela anche qualora venissero utilizzate banconote da 500 euro, adottando, naturalmente, le necessarie cautele nella verifica dell'autenticità dei biglietti. In sostanza, fatta la necessaria attenzione per i profili del riciclaggio e della possibile falsità dei biglietti in questione, la circolazione dei biglietti da 500 euro non può essere penalizzata sotto nessun aspetto: né nelle normali operazioni commerciali, né nel rapporto tra le banche e i loro clienti.
 

Tatuaggio hi-tech per il tasso alcolico

TatuaggioPresso l'Università of California di San Diego, è stato messo a punto un nuovo tipo di tatuaggio, un hi-tech, utile, ideato per misurare il tasso alcolico del sangue. Si tratta di un sensore flessibile indossabile che esegue il suo controllo analizzando il sudore; i dati vengono poi trasmessi via wireless ad un pc portatile o ad uno smartphone, per essere a disposizione di un operatore medico o di un agente della polizia.

Il congegno è costituito da due parti: un adesivo removibile sulla pelle ed un circuito flessibile con elettrodi d'argento e cloruro d'argento, collegato ad una carica che deve rilasciare un farmaco sulla pelle e provocare sudore. In questo modo si analizza la concentrazione di alcol nel sangue.

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MEETING COMMERCIALE per agenti e rappresentanti

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Siamo lieti di invitarVi all'evento a cui prenderanno parte i responsabili commerciali di più di 20 aziende austriache di diversi settori, accomunati dall’intenzione di trovare agenti e rappresentanti in Italia e disponibili per colloqui B2B con gli interessati.

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La reputazione (virtuale) dell'agente nel tempo dei social

reputazionevirtuale

La reputazione è la considerazione di cui un soggetto gode nella società. A differenza di "stima", il termine reputazione ha valenza neutra: si può cioè godere di una buona o di una cattiva reputazione. Ma come può un libero professionista - quale l'agente di commercio è - operare per garantirsi una buona reputazione (o almeno scongiurarne una cattiva) in un'epoca in cui i social e il web sono diventati parte integrante della nostra quotidianità?

La risposta non è facile e di certo non univoca considerato che i social di uso comune - noi prenderemo ad esempio Linkedin come social "professionale" ma le considerazioni varranno anche per gli altri - hanno il comune obiettivo della profilazione commerciale dell'utente: a fronte di un servizio gratuito cioè il gestore del social acquisisce informazioni rilevanti sulla vita privata e professionale dell'utente, sui suoi interessi ed orientamenti.

Un tale obiettivo può essere raggiunto solo dando piena libertà di movimento all'utente, formalizzata nei fatti sin dalla nascita di Linkedin con la possibilità per l'utente stesso di connettersi a persone sconosciute (con l'opzione "è mio amico"), di creare uno o più profili personali anonimi (con nomi e dati di fantasia, senza alcuna informazione che permetta di risalire al proprietario), di poter scrivere ciò che si vuole (anche cose non vere che rasentano la diffamazione) senza alcuna mediazione o vincolo da parte del gestore (provare per credere). In pratica, si può fare e dire ciò che si vuole su tutto e tutti senza alcuna censura!

In tale contesto ognuno di noi opera ogni giorno - con la stessa dedizione di una formica che si prepara all'inverno - per modificare le informazioni presenti sul profilo o inserirne di nuove, incrementare la rete di contatti (alcuni ne fanno addirittura una referenza, inserendo il numero dei contatti attivi di fianco al proprio nome), consigliare o condividere contenuti, partecipare alle discussioni dei gruppi (alcune volte con toni molto animati), confermare competenze di persone nella maggior parte di casi sconosciute. Il tutto senza alcun controllo sulla diffusione delle informazioni che forniamo alla rete e poca consapevolezza delle ricadute che queste potranno avere.

Il nostro profilo e la nostra attività social dirà quindi molto di noi (e molto più di quello che potremmo pensare) al visitatore e ancora di più ad un nostro contatto: è quindi ovvio che anche in base a questo i nostri contatti (e visitatori) sceglieranno e si orienteranno per quello che ci riguarda. Cosa penserà ad esempio una azienda che sul suo profilo di fianco al suo nome inserisca la dicitura "+ 10k" (che tradotto vuol dire che ha più di 10.000 collegamenti)?  E' un professionista che guarda più alla quantità o alla qualità? E cosa penserebbe di un agente che condividendo ad esempio un post di nuovo costume da bagno con materiali hi-tech faccia commenti sul modello /a anziché sul prodotto? E ancora, continuereste a far parte di un gruppo Linkedin il cui amministratore - anche lui agente - agevoli commenti e operato di un membro che nascondendosi dietro un profilo anonimo scredita sistematicamente (anche con insulti) chiunque la pensi diversamente? Di esempi se ne potrebbero fare tanti altri ( i post di buongiorno al mondo ad esempio) ma tutti porterebbero alla stessa considerazione: la reputazione personale passa  (e parte ) anche da qui!

Questa reputazione virtuale ha oggi (purtroppo o o meno male) anche per l'agente un peso paragonabile e forse superiore a quella reale (quella cioè basata sui rapporti lavorativi e personali) e non tenere conto, sottovalutare o non avere piena coscienza di questo sarebbe un grave errore.

Diventa quindi essenziale curare la propria presenza sui social e nello specifico: curare quanto scritto sul proprio profilo (curandone anche la correttezza grammaticale e quella di eventuali termini in altra lingua); selezionare attentamente le persone a cui richiedere o dare il collegamento (l'articolazione e la qualità della mia rete di contatti parlerà per me); valutare l'attività (e periodicamente anche il profilo personale) dei contatti della propria rete, senza timore di rimuoverli nel caso in cui questa sia di scarsa qualità o a noi non gradita; evitare di confermare competenze di persone sconosciute ed eliminare la conferma delle proprie nel caso in cui la rete di contatti sia costituita per lo più da sconosciuti (quanto valgono le conferme se date da persone che non ci conoscono?); prestare attenzione a ciò che si consiglia o condivide, chiedendosi sempre prima quale effetto potrà avere sulla nostra rete; commentare o rispondere ai commenti in modo attento.

E' necessario cioè riservare al mondo virtuale la stessa cura e attenzione che presteremmo a quella reale. 

Paolo Nasti

Usarci Marche 

 

Multe ingiuste. Sai difenderti da solo e farti annullare un verbale?

MULTE

Si può fare ricorso contro una multa considerata ingiusta in due modi:

Giudice di pace (entro 30 giorni dalla notifica o dalla data di contestazione) o davanti al Prefetto (entro 60 giorni).
Tra i motivi più comuni di nullità del verbale ci sono:

1) Mancata notifica del verbale entro 90 giorni dalla data di accertamento (non dalla data di infrazione) o 150 giorni (se residente all'estero);

2) Se la multa è per eccesso di velocità, la contestazione immediata è obbligatoria solo per gli autovelox mobili gestiti direttamente dalla Polizia sulle strade urbane o locali e su quelle extraurbane e urbane di scorrimento non segnalate dal Prefetto. In questi casi i motivi della mancata contestazione immediata devono essere indicati a verbale, a pena di nullità;

3) Mancata segnalazione e/o mancata visibilità degli autovelox;

4) Se la multa è elevata dagli ausiliari del traffico e la violazione non riguarda la sosta o la fermata dei veicoli;

5) Se gli apparecchi di rilevazione automatica delle infrazioni (autovelox, T-red) sono gestiti da enti privati e non direttamente dalla Polizia stradale.

Il ricorso contro la multa presentato al Giudice di pace, in carta semplice, va depositato presso la cancelleria dello stesso giudice o inviato per posta raccomandata a/r, pagando il contributo unificato (in genere 37 euro).

Più lunghi i termini per impugnare il verbale davanti al Prefetto. In questo caso, il ricorso dovrà essere presentato personalmente o con raccomandata a/r alla Prefettura territorialmente competente (oppure all'ufficio da cui dipende l'agente che ha accertato l'infrazione, ma sempre intestata al prefetto del luogo della violazione) entro 60 giorni dalla notifica della multa.

La Prefettura ha 120 giorni di tempo per emanare l'ordinanza con cui si pronuncia sul ricorso, da notificare al ricorrente entro 150 giorni, pena l'annullamento del verbale. Il ricorrente può allegare al ricorso la documentazione ritenuta necessaria e anche chiedere l'audizione personale. Da ricordare che se il Prefetto respinge il ricorso la sanzione pecuniaria viene raddoppiata.

E' importante sapere che, se si vuole fare ricorso al Prefetto o al giudice di pace, non si deve pagare la sanzione pecuniaria, neppure in misura ridotta, perché il pagamento preclude in ogni caso la possibilità di impugnare il verbale. Come ultimi avvertimenti, ricordarsi sempre di insistere alla fine del ricorso sulla vittoria delle spese del giudizio (rimborso del contributo unificato versato, ecc.).

Per la Corte di cassazione l'amministrazione pubblica riconosciuta negligente deve essere condannata al pagamento delle spese salvo che sussistano giustificati motivi, "che non possono essere ricercati solo nel modesto valore della controversia o nel semplice errore formale della multa" (Corte di cassazione, sezione II, sentenza dell' 8 aprile 2011 n. 8114).

Oltre all'annullamento del verbale, è opportuno chiedere nel ricorso davanti al Giudice di pace anche la sospensione della sua efficacia esecutiva. In caso contrario, in attesa dell'esito dell'impugnazione, ci potrebbe essere notificata anche la cartella di pagamento.

Fonte: Il Sole 24 ORE

Waze

WAZEWaze è un'applicazione per la navigazione e per evitare il traffico con una delle comunità di utenti più numerose al mondo. Unisci le tue forze e quelle degli altri automobilisti per condividere informazioni in tempo reale sul traffico e le condizioni stradali, in questo modo, risparmierai il tempo e i soldi di tutti, ogni giorno.

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Senza disco orario basta un foglietto

disco orario NUOVO

Sosta a tempo

L'art. 157 del Codice della strada dice che "nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l'orario in cui la sosta ha avuto inizio".  In pratica, l'automobilista è tenuto a rendere conoscibile l'orario di inizio della sosta (indipendentemente dal metodo con cui lo fa), al fine di permettere il conteggio del tempo entro il quale il veicolo deve riprendere la circolazione (e non è ammesso alcun intervento di rettifica dell'orario di arrivo). Tra l'altro, nel "Prontuario delle violazioni alla circolazione stradale" più diffuso tra le forze di polizia, si legge, in relazione a questi casi, che "il conducente effettuava la sosta in area sottoposta a limitazione di tempo senza segnalare l'orario di inizio sosta in modo chiaramente visibile". E nelle note operative, infine, c'è scritto: "Nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai condiìucenti segnalare in modo chiaramente visibile, con l'esposizione del disco orario  o dell'attestato di pagamento (se dovuto) o con altro mezzo, l'ora in cui la sosta ha avuto inizio".

L'indicazione dell'ora di arrivo con modalità diversa dal disco orario è perfettamente legittima. Basta scriverla su un foglio di carta, che va posizionato in maniera ben visibile dall'esterno del parabrezza.

Da notare, infine, che la norma che ha istituito il cosidetto disco orario nazionale unificato, ne disciplina solamente le caratteristiche.

Fonte: Quattroruote